Tuesday, Oct 18th, 2011 ↓

appunti americani 1: homeless. homeless ovunque.

L’altra sera un tg (non ricordo se FoxNews o CNN) parlava della disoccupazione tra i veterani al 38%, che spesso non si ritrovano granché in mano.
Gli americani sono incazzati perché gli hanno detto di combattere per difendere il loro stile di vita (W. Bush) e quando sono tornati hanno trovato il deserto economico e nessuno spazio per loro.
Ecco perché occupano gli spazi pubblici, spesso con la loro unica casa: la ripresa economica non c’è stata, dove sono finiti i soldi?
Forse neanche più a Wall Street lo sanno.
La situazione dei veterani si sente molto a San Diego, città “militare” con ben 3 basi e un comando strategico.
I passanti sono abituati alla gente che vive in strada e spesso li aiutano, gli addetti alla sicurezza li fanno allontanare dai luoghi pubblici principali con gentilezza, quasi controvoglia, gli impiegati frettolosi si fermano per elargire qualche dollaro, come ad esorcizzare il fatto che avrebbero potuto esserci anche loro lì.
Questo scenario non può che ripercutersi sul resto del mondo, ma le differenze vanno ben comprese.

Thursday, Feb 3rd, 2011 ↓
Re: pressione.

Re: pressione.

Saturday, Jan 29th, 2011 ↓
Re: pressione?

Re: pressione?

Tuesday, Nov 16th, 2010 ↓

“È scandaloso quanto ordinariamente messo in atto dalle aziende verso i lavoratori mediante il meccanismo del precariato ma è altrettanto scandalosa l’attuale legislazione sul lavoro che garantisce i garantiti e se ne frega di tutti gli altri senza consentire la necessaria flessibilità (alle aziende ed ai lavoratori) nel reinventarsi il lavoro giorno dopo giorno.”

commento al post di Mantellini “Il bello di Internet”
Friday, Oct 8th, 2010 ↓

“quando lanciammo la campagna, il 21 novembre scorso a Milano, in Italia Internet faceva notizia solo se uno apriva un gruppo per la mafia su Facebook. Non è più così e questo cambia tutto”

Friday, Aug 27th, 2010 ↓

gli scrittori e il caso Mondadori

Le polemiche possono essere utili, se hanno delle basi plausibili.
Gli editori, le major, i mecenati sono molto spesso soggetti poco raccomandabili.
Gli artisti veri devono poter trarre ispirazione da questo conflitto.
Gli impiegati dell’arte devono poter trarne vantaggio.
Se questo non accade allora l’artista si deve liberare per non inaridire la sua vena e l’impiegato per non morire (a meno che non dimostri che può vivere di gloria e dell’invidia suscitata per essere stato pubblicato da un potente editore).

Ma se le ipotesi iniziali si verificano non ha molto senso chiedere proprio a loro di boicottare un magnate perché è turpe o perché si fa orrende leggi finanziariamente vantaggiose per le proprie aziende.
Equivarrebbe a chiedere di boicottare il proprio lavoro e il proprio modo di essere.

Friday, Jul 23rd, 2010 ↓

Una cosa tipica di Roma e di cui non potrei mai fare a meno in nessuna città è la disomogeneità.
La compresenza del registro alto e di quello basso.
Il palazzo patrizio in mezzo alla suburra.
Il nobile accanto al fruttarolo.
L’omogeneità ucciderebbe tutto, disinfetterebbe, svaluterebbe e taglierebbe per sempre il legame col passato.
Una città omogenea è morta.
Un luogo livellato verso l’alto, o verso il basso, dove tutto è borghesia o dove tutto è borgata (e forse non a caso la radice è comune) è un inferno senza futuro, popolato di mostri.

Io lo vedo come il marchio della metropoli moderna, lo riconosco a Manhattan (che si modifica con una velocità 10 volte superiore), a Parigi, a Londra, al Cairo, a Tokyo…

Lo stesso accade per la città fatta di relazioni.
Non è difficile capire perchè a Roma ci sia una mentalità che difficilmente si sorprende, impermeabile al limite del blasé, naturalmente irriverente, che altrove non c’è.
È la sua forza e la sua ricchezza.
Una città in cui le relazioni umane fossero potenzialmente tutte uguali sarebbe dominata dall’utilitarismo, dalla convenienza.
Una città in cui non puoi selezionare chi ti è vicino.

Monday, Jul 5th, 2010 ↓

“oggi, mentre stavo riposando a casa, è suonato il campanello. sono andata ad aprire stanca per il caldo e per una giornata di lavoro appena terminata. la stanchezza per me è pericolosa perchè la stanchezza uccide l’adrenalina e l’adrenalina è quella che ti fa vivere giorno per giorno cercando di dimenticare il fatto che Federico non c’è più. la stanchezza è la mia vera nemica. e purtroppo sono molto stanca. ho aperto la porta e c’erano due ufficiali di polizia che si sono subito qualificati e mi hanno “identificata”. Tanto ormai tutti sanno chi sono. ma quando mi identificano capisco che sono sottoposta a procedimento penale, ormai sono esperta in materia per tutte le querele che mi hanno fatto per il solo fatto che mi sono ribellata al silenzio, alla mistificazione, agli insulti e alle intimidazioni. ho pensato: sarà una delle solite querele che coloro che hanno causato la morte di Federico hanno avuto ed hanno il coraggio di farmi. non hanno ancora capito, ho pensato, che queste querele non mi fermano, non mi fanno paura, anzi mi aiutano perchè mi fanno tanta rabbia e mi restituiscono quell’adrenalina che sto purtroppo esurendo e che mi consente di non fare i conti col mio dolore, o quantomeno di avere qualche sconto. ma questa era una querela diversa, perchè chi si è preso la briga di denunciarmi è proprio la dottoressa Mariaemanuela Guerra, il pm che ha condotto quelle che io ritengo essere le non-indagini fino all’apertura di questo blog. in tutta sincerità io ho sempre portato rispetto per il magistrato e per la madre, però non capisco perchè lei ce l’abbia tanto con me. non sono bastate due sentenze, le risultanze di tutte le indagini successivamente fatte dal dott. Proto a farle capire che comunque, sia pure in buona fede, gli errori che sono stati commessi durante la conduzione di quelle prime indagini sono stati contro di me, contro la mia famiglia e contro la verità. ora lei mi querela, e immagino che vorrà da me i danni che io le ho causato. In tutta sincerità e con tanta franchezza mi sembra veramente grottesco. guardi io proprio non capisco. avevo appena finito di parlare con Ilaria Cucchi, dalla quale avevo raccolto un accorato sfogo per il fatto di evare letto dalle intercettazioni del suo processo che uno degli imputati anzichè ricredersi, o comunque esprimere dispiacere per la morte di Stefano, lo definiva in una conversazione tossico di merda. francamente non ci si aspetta, da servitori dello stato, da persone che comunque portano la divisa o hanno un ruolo importante e delicato, una tale mancanza di sensibilità e di violenta ignoranza. e poi suonano e mi dicono che il primo pm del processo per mio figlio mi ha querelata e vuole da me dei danni. io non ho mai offeso nessuno ma ho solo preteso verità e senso di responsabilità da coloro che hanno sbagliato. il pm vuole da me i danni. dopo che non si è recata sul posto quella mattina, dopo che non ha sequestrato subito i manganelli rotti, dopo che non ha sequestrato l’autovettura contro la quale si sarebbe fatto male Federico e sulla quale c’era il sangue di mio figlio, dopo tutto ciò adesso vuole da me i danni alla sua immagine.”

via

Friday, Apr 30th, 2010 ↓

“Jack Black ha violato il mio brevetto sulla silhouette.”

—commento di Smeerch su FriendFeed
Tuesday, Apr 20th, 2010 ↓

Come Mediaset vede Mediaset:

Sfarzosa, calorosa, popolare (non d’élite), di bell’aspetto, ancora giovane ma non più giovanissima, dominante negli equilibri del Paese, emanazione diretta del maggior azionista Silvio Berlusconi.

dal brief dell’utente paolocalvani (Paolo Calvani è il Direttore Comunicazione e Immagine di Mediaset) su un’offerta su BootB

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