Tuesday, Jun 23rd, 2009 ↓

Sono diversi giorni, ormai, in cui i giornali e i TG italiani hanno un buco.
Sulle rivolte in Iran sono vuoti.
Non hanno contenuti, se non qualche foto o filmato preso da youtube (impossibili da verificare direttamente) e scarne analisi.
E questo non perchè non stia accadendo nulla in una zona cruciale del pianeta.
Nella giornata più drammatica (sabato 20) a fronte di un numero enorme di eventi imprevedibili gli aggiornamenti dei quotidiani online più evoluti erano praticamente fermi.
Mentre su Twitter e sui social media si scaricava un’alluvione di avvenimenti pronti per essere vagliati, verificati e analizzati i media italiani erano fermi alle dichiarazioni ufficiali del regime iraniano (che controllava i corrispondenti stranieri) o delle agenzie di stampa, togliendo implicitamente voce, in questo modo, all’opposizione.
Fa quasi rabbia constatare che non si tratta di scelte editoriali o politiche, che sarebbe bastato (e basterebbe) anche solo COPIARE dai siti che filtrano e aggregano online le notizie, che di certo non gli chiederebbero nulla essendo pubblici.

Il giornalismo non sta morendo, sta cambiando e il cane da guardia della democrazia deve risvegliarsi.

Wag The Dog (“Sesso e Potere”) è una bellissima commedia del 1997 di Barry Levinson sul rapporto tra media e politica, basata sul libro American Hero di Larry Beinhart.
Gli sceneggiatori (tra cui lo stesso de “Gli Intoccabili”) dovendo immaginare una situazione di emergenza mediatica completamente assurda per il Presidente degli Stati Uniti e per una democrazia, da cui tessere tutta la trama, pensano a uno scandalo in cui il Presidente venga beccato nei palazzi del potere con una adolescente.

Sì, completamente assurdo.

wag the dog

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