Monday, May 11th, 2009 ↓

"l'Italia non è un paese multietnico"

L’ambiguità di questa dichiarazione, che non dovrebbe solo scandalizzare bensì stimolare una riflessione, nasconde due possibili pensieri tipicamente di destra, entrambi bizzarri e subdoli.
Si intende forse una constatazione della realtà?
Allo stato attuale è proprio così, non siamo un paese multietnico. Siamo un posto fuori dal mondo e dal tempo dove gli “stranieri” ci sono utili ma si devono nascondere.
Chiediamolo ai bravissimi artigiani romeni, ai pizzaioli e fruttivendoli egiziani, ai negozianti cinesi, agli operai indiani, ai contadini cingalesi, ai celebri assistenti filippini.
Ci risponderebbero facendo spallucce, con un sorrisetto come a dire, beh non è che ci avete dato una mano, però eccoci qui, cerchiamo di fare la nostra parte.
La parte che ha recitato alla perfezione il vincitore del Grande Fratello, programma culturale di punta sulle onnipresenti reti del leader della destra italiana: etnia rom.

O si intende forse una precisa volontà del popolo italiano?
L’Italia non vuole essere un paese multietnico.
Proprio uno dei luoghi al mondo che ha subito più invasioni, più passaggi, più interpolazioni culturali ed etniche.
Una lingua di terra che parte dall’Europa e finisce quasi in Africa attraversando tutto il mediterraneo avrebbe deciso di chiudersi completamente al mondo.
Sarebbe al limite del ridicolo, una proposizione inattuabile degna dell’isolazionismo sovietico.
Siamo sicuri che gli italiani, lieti clienti e frequentatori degli “stranieri” di cui sopra, vogliono proprio questo?

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