Friday, Jul 3rd, 2009 ↓
I sondaggi telefonici possono essere un metodo per influenzare l’opinione pubblica, è ben noto agli addetti ai lavori ma non a tutti i cittadini, e quasi sempre vengono usati in questa direzione.Il metodo non garantisce che ci si sottoponga davvero con piena accettazione alle domande ma fa perno su abitudini e attitudini psicologiche.Immaginate una sconosciuta che vi telefoni all’improvviso e vi chieda se volete rispondere a un sondaggio, senza farvi sapere prima le domande o l’argomento.Se voi accettate difficilmente riuscirete a tornare indietro e revocare il consenso (per pigrizia, timore…) e, avendovi chiamato per nome a un vostro numero, probabilmente neanche eserciterete il vostro diritto a chiudere bruscamente la comunicazione.Dunque iniziamo premettendo che si tratta di una partecipazione libera solo in teoria.Ci sono molte cose che si possono ottenere con un sondaggio.Prendiamo per es. il recente sondaggio sull’operato dell’amministrazione di Roma affidato dal Comune di Roma a Ipsos.
Tralasciando gli aspetti relativi al campione utilizzato e alla comunicazione dei risultati vediamo un esempio di domanda aggiuntiva che si potrebbe definire strumentale.Dopo una serie di richieste di giudizi su Sindaco e Giunta Comunale, di punteggi sui servizi pubblici erogati dall’amministrazione - tutti aspetti che richiamano esperienze o ricordi di azioni e realtà concrete del governo cittadino - ci sono una serie di domande un po’ diverse.Riguardano quasi tutte percezioni diffuse, opinioni espresse attraverso i massmedia e aspettative emotive.Realtà o immaginazione?
Prendiamo la domanda in questa immagine, a pagina 19 del documento, una tra le più concrete.Naturalmente questo sottopasso non esiste, nessun cittadino (tranne i ricercatori delle università e i tecnici) può avere un’idea precisa di cosa significhi costruire un sottopasso per le auto sotto Castel S.Angelo.E’ una domanda inutile, la domanda vera avrebbe dovuto riguardare possibili assetti per risolvere il problema del traffico sul lungotevere e nel quartiere Prati, possibilmente a valle di un normale dibattito pubblico sull’argomento.In realtà questa domanda ha tutt’altro scopo.Innanzitutto è un modo per comunicare con l’intervistato:
mischiando giudizi basati su esperienze reali (su cui è stata chiesta l’attenzione) e ipotesi si tende a rendere più vere le ipotesi, il messaggio è che sia stia facendo qualcosa di concreto per il traffico progettando una grande opera.
si tende ad accreditare definitivamente che è questa amministrazione ad aver avuto l’idea (mentre si tratta di una ipotesi di progetto decennale particolarmente approfondita dalla precedente amministrazione)
si ottiene un ovvio consenso da parte dell’intervistato: di fronte a una proposta di soluzione per l’odioso traffico riesce a dire NO solo chi è particolarmente informato e motivato all’argomento. E’ come chiedere: volete che scompaia la fame nel mondo?
Anche le risposte proposte tendono a catturare più consenso possibile. Guardiamo i risultati:
molto d’accordo: 25%
abbastanza d’accordo: 31%
non risponde: 9%
poco d’accordo: 16%
per nulla d’accordo: 19%
Che significa essere “abbastanza d’accordo” su una soluzione tecnica?- Sei d’accordo che ti installi un condizionatore contro il caldo?- Sono abbastanza d’accordo!oppure- Sono poco d’accordo…Su quello che si ritiene essere la soluzione a un problema reale la risposta può essere o SI o NO.Tanto è vero che se sommiamo i cauti positivi (31%), quelli che onestamente non sanno rispondere (9%) e quelli cautamente negativi (16%) abbiamo che il 56% non ha precisamente idea di ciò di cui si sta parlando.E’ un dato molto indicativo.
Infine lo scopo più classico è quello di poter dire di avere un mandato da parte dei cittadini per avviare un’opera pubblica del genere.Sarebbe oltretutto abbastanza curioso visto che un Sindaco eletto ha già il mandato di occuparsi di amministrare al meglio il territorio, prendendosene ogni responsabilità.In questo caso si potrà dire facilmente che lo hanno voluto i cittadini stessi.

I sondaggi telefonici possono essere un metodo per influenzare l’opinione pubblica, è ben noto agli addetti ai lavori ma non a tutti i cittadini, e quasi sempre vengono usati in questa direzione.
Il metodo non garantisce che ci si sottoponga davvero con piena accettazione alle domande ma fa perno su abitudini e attitudini psicologiche.
Immaginate una sconosciuta che vi telefoni all’improvviso e vi chieda se volete rispondere a un sondaggio, senza farvi sapere prima le domande o l’argomento.
Se voi accettate difficilmente riuscirete a tornare indietro e revocare il consenso (per pigrizia, timore…) e, avendovi chiamato per nome a un vostro numero, probabilmente neanche eserciterete il vostro diritto a chiudere bruscamente la comunicazione.
Dunque iniziamo premettendo che si tratta di una partecipazione libera solo in teoria.
Ci sono molte cose che si possono ottenere con un sondaggio.
Prendiamo per es. il recente sondaggio sull’operato dell’amministrazione di Roma affidato dal Comune di Roma a Ipsos.

Tralasciando gli aspetti relativi al campione utilizzato e alla comunicazione dei risultati vediamo un esempio di domanda aggiuntiva che si potrebbe definire strumentale.
Dopo una serie di richieste di giudizi su Sindaco e Giunta Comunale, di punteggi sui servizi pubblici erogati dall’amministrazione - tutti aspetti che richiamano esperienze o ricordi di azioni e realtà concrete del governo cittadino - ci sono una serie di domande un po’ diverse.
Riguardano quasi tutte percezioni diffuse, opinioni espresse attraverso i massmedia e aspettative emotive.
Realtà o immaginazione?

Prendiamo la domanda in questa immagine, a pagina 19 del documento, una tra le più concrete.
Naturalmente questo sottopasso non esiste, nessun cittadino (tranne i ricercatori delle università e i tecnici) può avere un’idea precisa di cosa significhi costruire un sottopasso per le auto sotto Castel S.Angelo.
E’ una domanda inutile, la domanda vera avrebbe dovuto riguardare possibili assetti per risolvere il problema del traffico sul lungotevere e nel quartiere Prati, possibilmente a valle di un normale dibattito pubblico sull’argomento.
In realtà questa domanda ha tutt’altro scopo.
Innanzitutto è un modo per comunicare con l’intervistato:

  1. mischiando giudizi basati su esperienze reali (su cui è stata chiesta l’attenzione) e ipotesi si tende a rendere più vere le ipotesi, il messaggio è che sia stia facendo qualcosa di concreto per il traffico progettando una grande opera.
  2. si tende ad accreditare definitivamente che è questa amministrazione ad aver avuto l’idea (mentre si tratta di una ipotesi di progetto decennale particolarmente approfondita dalla precedente amministrazione)
  3. si ottiene un ovvio consenso da parte dell’intervistato: di fronte a una proposta di soluzione per l’odioso traffico riesce a dire NO solo chi è particolarmente informato e motivato all’argomento. E’ come chiedere: volete che scompaia la fame nel mondo?

Anche le risposte proposte tendono a catturare più consenso possibile. Guardiamo i risultati:

  • molto d’accordo: 25%
  • abbastanza d’accordo: 31%
  • non risponde: 9%
  • poco d’accordo: 16%
  • per nulla d’accordo: 19%

Che significa essere “abbastanza d’accordo” su una soluzione tecnica?
- Sei d’accordo che ti installi un condizionatore contro il caldo?
- Sono abbastanza d’accordo!
oppure
- Sono poco d’accordo…
Su quello che si ritiene essere la soluzione a un problema reale la risposta può essere o SI o NO.
Tanto è vero che se sommiamo i cauti positivi (31%), quelli che onestamente non sanno rispondere (9%) e quelli cautamente negativi (16%) abbiamo che il 56% non ha precisamente idea di ciò di cui si sta parlando.
E’ un dato molto indicativo.

Infine lo scopo più classico è quello di poter dire di avere un mandato da parte dei cittadini per avviare un’opera pubblica del genere.
Sarebbe oltretutto abbastanza curioso visto che un Sindaco eletto ha già il mandato di occuparsi di amministrare al meglio il territorio, prendendosene ogni responsabilità.
In questo caso si potrà dire facilmente che lo hanno voluto i cittadini stessi.

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