Tuesday, Sep 22nd, 2009 ↓

L’attacco odierno de La Stampa all’informazione online si smonta facilmente nei due passaggi chiave:

Non è vero che il contributo di una moltitudine di voci abbia garantito una migliore comprensione degli eventi

Nessuno ha mai detto che una informazione dal basso abbia come obiettivo garantire una migliore comprensione degli eventi.
Al contrario, il successivo lavoro giornalistico è ancora (e sarà sempre) un passaggio fondamentale.
Un esempio? leggete l’Huffington Post.

più aumenta il numero di informazioni incontrollate disponibili e più si sente il bisogno di qualcuno che le ordini e che dia loro un senso e una gerarchia

Di nuovo, nessuno afferma che ci sia bisogno di disordine e caos, il lavoro giornalistico continua ad essere importante.
Ma ordine e gerarchia non possono essere i motivi di esistenza dell’attuale editoria informativa rispetto ai lettori, non bastano più.
Se così fosse sarebbe facile farli sostituire prima o poi da una macchina.
Semmai sono i due pilastri alla base di questa vecchia macchina editoriale, dal cui punto di vista qualsiasi tentativo esterno appare disordinato e caotico.
Ma ai lettori del presente (e del futuro) tutto questo non interessa, a loro interessa un’informazione libera, democratica, tempestiva, completa, approfondita, personalizzata.

Non bastano più queste due motivazioni a sostenere l’esistenza di una macchina editoriale vecchia e ormai incapace di comprendere gran parte della realtà, come dimostra questo articolo in edicola oggi.
I lettori chiedono più giornalismo, più fatti, meno bizantinismo e interessi economici, e i giornalisti sono, in questo passaggio, di fronte alla grande opportunità di fare con completezza finalmente il loro mestiere, fino in fondo.

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