“Pensavo [alla fine degli anni ‘80] che la televisione divulgativa, la televisione usata come strumento per divulgare conoscenze già note, nate in discipline e con linguaggi tradizionali, fosse un’esperienza esaurita. Iniziai a pensare di non adoperare più la televisione come strumento ma come linguaggio quindi come qualcosa che fosse capace di produrre conoscenza aggiuntiva. Quindi fare programmi che al di fuori della televisione non sarebbero esistiti.”