Wednesday, Dec 2nd, 2009 ↓

forgottenbones:

zuppadivetro:

puscic:

crumbles:

ezekiel2517:

All’interno del dibattito suscitato da Giuseppe Granieri sul ventre molle della blogosfera, Luca De Biase si chiede:
“Come progettare un sistema che incentivi nella direzione della costruttività delle conversazioni?”
e Massimo Mantellini aggiunge:
“Mi domando invece - rispetto al discorso di Giuseppe - come sia possibile omogeneizzare strumenti sociali tanto differenti come i blog, Twitter o Friendfeed, dentro una unica traccia antropologica”.

Sono quesiti su cui c’è ancora da riflettere ma intanto possiamo adottare qualche agevolazione tecnica nella speranza che, come a volte accade, la tecnica dia una mano alla nostra mente.

[…]

Non so, tutto questo aggregare, contenere, raggruppare coatto comincia ad andarmi un po’ stretto (a dire il vero mi è sempre andato stretto, ma ho realizzato *quanto* solo dopo aver chiuso il mio friendfeed.). Sembra che tutto quello che importi sia la quantità, e non — OVVOVE! — la qualità, finisce tutto in un gran calderone in cui l’importante è esserci tout-court, e non dire qualcosa di rilevante.

A questo punto, preferisco andare a cercare con il lumicino contenuti che mi soddisfino realmente, piuttosto che vedermi vomitati addosso un fantastilione di bla bla di cui non m’importa una beata fava.

Sono antisociale? Può essere. Ma tra l’essere antisociale e concludere qualcosa ed essere socialplayer inconcludente preferisco la prima opzione.

TTFN.

d’accordissimissimo

Vero. Inoltre ai vecchi tromboni dell’informazione e dell’intrattenimento tradizionali, si vorrebbero sostituire tromboni 2.0 con la pretesa di spiegarci come essere produttivi nella blogosfera. Quello che mi piace di internet è la sua anarchia e disomogeneità, nella quale puoi trovare fuffa, è vero, ma anche, magari dopo una buona ricerca, contenuti inestimabili.

Anche io sono un tifoso della qualità e della libertà che permette la Rete.
Però mi sono anche fatto l’idea, in questi ultimi 15 anni, che la Rete lasciata a se stessa non progredisce, i contenuti migliori non vengono su da soli e continuiamo ad esser travolti dai fantastilioni di bla-bla o da chi esercita il presenzialismo.
Ci serve una pur piccola regola, un metodo (che se vi ricordate una volta era la netiquette) anche tecnico, per essere sociali e concludere, per arrivare ai contenuti inestimabili senza doverci perdere una giornata intera.
Non si tratta di chissà quali rivelazioni ma di proposte alla collettività che chiedono solo di essere valutate per quelle che sono e non per le intenzioni.

via

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