Thursday, Feb 11th, 2010 ↓

Io ho molto rispetto di quelli che si interessano al Festival di Sanremo - davvero - che stanno lì a guardare tutte le canzoni, e si fanno discussioni filosofiche sui testi, ascoltano in cuffia per vedere se (da appassionati di Bruce Springsteen o Chris Connell o Billy Corgan) Dolcenera ha stonato, non ha stonato, ma era un sol bemolle aumentato, o era diesis, chi lo sa, e osservano al microscopio come sono vestiti, che neanche ad Ascot, e tutti i gossip - tutti eh - lei gliel’ha data? si è arrabbiato per l’esclusione? ma davvero ospite_famoso_di_turno ha chiesto le m&m’s color fucsia in camerino?

Ecco.
Però poi, come minimo, ci aspettiamo che gli stessi festeggino il Ferragosto fuori porta, Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, e in autobus non c’è più la mezza stagione, signora mia troppe tasse, gli stranieri ci rubano il lavoro, e la mamma è sempre la mamma, come la squadra del cuore, la Ferrari non si batte e in fondo  stato un bel Giro d’Italia.
Perchè non è un paese per snob o intellettualoidi a cottimo.
E perchè Sanremo è Sanremo ed essere nazional-popolari è uno stile di vita.

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