Saturday, Mar 6th, 2010 ↓

una risposta a Napolitano: il voto degli elettori non appartiene ai partiti

Il Presidente della Repubblica per la prima volta risponde alle critiche dei cittadini direttamente su web, saltando la tv.
Questo evento eccezionale ci permette di dialogare direttamente con Napolitano e apprezzare il suo pensiero intatto.
Il passaggio chiave secondo me è questo:

Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi.

Questo è il grande errore della classe politica che ci governa da 50 anni, considerare la facoltà di essere votati di un partito politico un vero e proprio diritto, un bene democratico.
Essere votati, da parte un partito politico, è solo una facoltà riservata ai cittadini, che la esprimono e controllano (loro sì) come diritto mediante le procedure, emanazioni di leggi e norme, emanazione della Costituzione.
La violazione forzata delle procedure liberamente stabilite da tutti va a indebolire la stessa Costituzione e la nostra democrazia.
Se domani un partito decidesse di suicidarsi e non presentarsi alle elezioni o non fosse abbastanza competente da riuscire a rispettare le procedure nessuno lo obbligherebbe per legge a presentarsi e gli elettori rimarrebbero liberissimi di votare tra le decine di altri partiti presenti.

Il voto degli elettori non appartiene ai partiti, se passasse questo principio sarebbe un precedente devastante.
L’esistenza di un singolo partito oltre la sua volontà o capacità non è un bene democratico e non è in nessun caso allo stesso livello delle leggi costituzionalmente riconosciute.

In sintesi: il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi non è minimamente intaccato dalla presenza o meno di un partito o di un singolo candidato.

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